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Commissione UE: approvato il regime di aiuti di Stato da 1,5 miliardi di Euro per le imprese del Sud Italia colpite dall’emergenza Covid


08/10/2020

STRUMENTI, OBIETTIVI E BENEFICIARI DELLA MISURA. La Commissione europea ha approvato un regime italiano di aiuti di Stato da 1,5 miliardi di Euro. Tale regime, notificato lo scorso 30 settembre [1], andrà a beneficio delle imprese attive nel Sud Italia colpite dall’emergenza Covid-19, a prescindere dalla loro dimensione e dal settore in cui operano (sono tuttavia escluse le imprese dei settori finanziario, agricolo e del lavoro domestico).

La misura si inserisce nell’ambito del Temporary Framework introdotto dalla Commissione nel marzo di quest’anno, con l’obiettivo di assicurare la massima flessibilità degli aiuti di Stato ed attenuare così le conseguenze economiche della pandemia. 



Gli aiuti mirano dunque a ridurre il costo del lavoro, a mantenere il livello occupazionale e ad assicurare la continuità delle attività economiche, consentendo alle imprese di affrontare gli eventuali problemi di liquidità mediante un regime di agevolazioni fiscali. Tali agevolazioni consistono, per il periodo compreso tra il 1 ottobre e il 31 dicembre 2020, in una riduzione del 30% dei contributi previdenziali per i contratti di lavoro che contemplano una sede di lavoro nelle regioni del Sud Italia. [2]

COMPATIBILITÀ CON IL MERCATO INTERNO. La Commissione ha valutato positivamente la compatibilità di questa riduzione contributiva con il mercato interno. La misura è stata infatti ritenuta necessaria, appropriata e proporzionata per far fronte alla perdurante situazione di emergenza legata al Covid-19, in linea con le condizioni e i limiti delineati dal Temporary Framework. In particolare, in accordo con il quadro europeo, si prevede che gli aiuti non superino gli 800 mila Euro ad impresa (120 mila Euro nei settori pesca e acquacoltura) e che il vantaggio contributivo sia assicurato solo per gli obblighi sorti entro il 31 dicembre 2020.



IL CONTESTO NORMATIVO. Gli aiuti di Stato previsti dal Governo rientrano, come detto, nell’ambito del Temporary Framework europeo, che ha identificato il Covid-19 come quel ‘grave turbamento’ che l’art. 107 (3)(B) TFUE richiede per giustificare l’adozione di aiuti di Stato e l’introduzione di misure di sostegno in favore delle imprese in difficoltà. Fra tali misure, si annoverano ad esempio sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali selettive, garanzie di Stato per prestiti contratti dalle imprese, aiuti mirati alla ricapitalizzazione delle imprese, prestiti pubblici agevolati (debito privilegiato e debito subordinato). 

Tali misure, frutto di un bilanciamento tra le opposte esigenze di massimizzazione degli aiuti e mantenimento del level playing field europeo, mirano a rimediare alla contingente carenza di liquidità delle imprese e ad assicurare la loro sopravvivenza e, in definitiva, il buon funzionamento del mercato unico.

© Graziadei Studio Legale

[1] Il documento integrale notificato alla Commissione UE sarà consultabile all’indirizzo: 
https://ec.europa.eu/competition/elojade/isef/case_details.cfm?proc_code=3_SA_58802
[2] Le Regioni interessate sono, nello specifico, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

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